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ORTEZZANO
Da lontano appare, imponente resto delle fortificazioni, una torre ben conservata, a base pentagonale irregolare e merlatura ghibellina. Le origini sono remote e, nel terreno, si sono rinvenute tracce della presenza etrusca e, soprattutto, picena con la presenza di numerose tracce d'insediamento in contrada Cisterna e Prato. Il suo nome ha avuto interpretazioni contrastanti ed è stato riportato in varie forme: Ortempianum, Ortentianum, Ottazzano. Da Utricinum può derivare il significato di fortezza; c'è però anche chi vi vede un significato prediale, dal possessore di un podere, con riferimento ad un nome gentilizio, forse "Hortensius Utricinum". Fu distrutta dai Romani nel 269 a.C., e gli abitanti deportati. Passate le invasioni barbariche fu soggetta ai Farfensi di Santa Vittoria in Matenano. I Farfensi hanno avuto numerosi insediamenti nel territorio in contrada San Massimo e Castelletta.
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http://www.provincia.ap.it/ospiti/icsvm/o/pagina.htm
http://www.guidanatura.com/territorio_comuni/?id_g=4658
MONTE RINALDO, Parco Archeologico
Il Parco Archeologico di Monte Rinaldo si estende presso la località La Cuma, a pochi chilometri dal centro abitato, per circa un ettaro. In questa zona, circondata da una stupenda campagna, tipica picena, si conserva un santuario dell'età ellenistica tra i più importanti dell'intera regione. Alcuni studiosi lo hanno collegato a Novana, la misteriosa città menzionata da Plinio il Vecchio, di cui non si è ancora individuata l'ubicazione. L'intera struttura è databile intorno al II - I sec. avanti Cristo, alla fine dell'età Repubblicana e si trova in area extraurbana, circondata da numerose ville romane tuttora interrate.
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http://www.picenonline.it/comuni/monterinaldo/parco.htm
CARASSAI, Rocca Monte Varmine
Si tratta probabilmente della più importante fattoria fortificata delle Marche con oltre 600 ettari di terreno. E' situata in posizione strategica rispetto alla Valdaso. La struttura risale al sec. XIV con resti del sec. X ed è caratterizzata da poderose mura. All'interno si trovano il cortile e la Chiesa di San Pietro dove era originariamente conservato un crocifisso di Vittore Crivelli, attualmente conservato presso la ricca Pinacoteca di Fermo. Il borgo è costituito da due nuclei ben distinti: Il Castello vecchio, edificato nel sec. IX ed il Castello nuovo risalente al sec. XIII.
http://www.corrierenews.it/corrierenews/content/view/full/476
FALERONE, Parco Archeologico Falerio Picenus
Il parco archeologico è formato principalmente dall'area urbana dell'antica città di Falerio Picenus, integrata dalle attigue aree cimiteriali e dalle ville suburbane. L'intera area, per una estensione di circa 30 ettari. Il teatro si presenta ancora oggi come un monumentale edificio che, seppure saccheggiato nella sua decorazione, si staglia ancora isolato in mezzo alla campagna, all'ombra di una quercia, al termine di un breve vialetto. È uno dei teatri romani meglio conservati delle Marche e viene tuttora utilizzato in estate per numerose rappresentazioni. Attualmente sono conservati e recentemente restaurati il primo e il secondo ordine delle gradinate (media e ima cavea), parte dell'edificio scenico, il prospetto del proscenio a nicchie circolari e rettangolari, alternate alla base del muro del frontescena.
http://www.museionline.it/percorsi/marche/areeparchi/parchi/parco_falerone.htm
ASCOLI PICENO, Piazza del Popolo
Nel serrato reticolo di strade del centro storico che ancora ripetono l'antico tracciato romano, piazza del Popolo si apre improvvisa con la sua composta simmetria, mirabilmente conclusa nella sua definizione architettonica e spaziale. Di forma rettangolare, pavimentata in grandi lastre di travertino, è cinta su tre lati da bei palazzetti rinascimentali, aperti da bassi, ritmici portici e coronati in gran parte da un'elegante merlatura. La piazza, isolata dal traffico, è luogo di incontro degli Ascolani che nelle ore del passeggio la trasformano in una sorta di palcoscenico su cui si dipana, pittoresca e vivace, la vita dell'intera città. Imponente e spettacolare è il fianco della chiesa di san Francesco con i costoloni che ne serrano l'abside e il gotico portale laterale, sormontato dal cinquecentesco monumento a Giulio II.
http://www.comune.ascoli-piceno.it
FERMO, Teatro dell'Aquila
Riaperto al pubblico dopo un minuzioso e accurato intervento di restauro durato alcuni anni, il Teatro dell'Aquila di Fermo è tra i più belli e più capienti teatri storici delle Marche. Inaugurato originariamente nel 1791 con l'opera "La distruzione di Gerusalemme". Tuttavia una struttura teatrale era già presente a Fermo a partire dal 1688 in una sala del Palazzo Comunale. Destinato ad un ristretto numero di nobili fermani, il teatro era praticamente aperto a tutti i cittadini, tanto che ad un certo punto la platea venne aperta gratuitamente a tutti. La decisione di trasferire il teatro nella strada del Girone, dove è attualmente ubicato, venne presa dopo che il teatro fu devastato un incendio. Il Teatro dell'Aquila vanta una prestigiosa tradizione scenica avendo ospitato nel corso della sua storia importanti stagioni di prosa e liriche che tra gli altri hanno visto anche la partecipazione di Beniamino Gigli e Renata Tebaldi.
http://www.fermo.net
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